Death Café Svizzera

Death Café · Svizzera

Parliamo di morte
per riscoprire la vita

Il Death Café è nato da un’idea svizzera ed è diventato un movimento mondiale. Questa pagina racconta la sua storia e dove incontrarlo in Svizzera.

Parola · Ascolto · Rispetto

«Parlare della morte non la rende più vicina. Ma può rendere la vita più vera.»

Motto dei Death Café

01 / Storia

Una storia che nasce in Svizzera

Prima che il Death Café diventasse un movimento mondiale, c’è stato un sociologo vallesano che ha riportato la morte al centro della conversazione, al tavolo di un bistrò.

  1. 1938

    Bernard Crettaz

    Nasce a Vissoie, nel val d’Anniviers (Vallese). Sociologo ed etnologo, per oltre vent’anni è conservatore del dipartimento Europa del Museo di etnografia di Ginevra.

  2. 1982

    La morte diventa un campo di ricerca

    Insieme alla moglie, l’antropologa Yvonne Preiswerk, fonda la Società di studi tanatologici della Svizzera romanda, interrogandosi sui riti e le consuetudini che accompagnano la morte nella società contemporanea.

  3. 2003–2010

    I Cafés mortels

    Dopo la scomparsa di Yvonne (1999), Crettaz anima nei bistrot della Svizzera romanda i suoi «Cafés mortels»: incontri aperti in cui parlare della morte davanti a un caffè. Nel corso di circa un decennio ne tiene una quarantina in Svizzera, in Francia e in Belgio. Nel 2010 pubblica «Cafés mortels. Sortir la mort du silence».

  4. Nov 2010

    Jon Underwood legge The Independent

    A Londra, Jon Underwood sta sviluppando una serie di progetti sulla morte, uno dei quali dedicato proprio al parlarne. Nel novembre 2010 legge sul quotidiano The Independent il lavoro di Bernard Crettaz. Ispirato dal suo approccio, decide immediatamente di adottare un modello simile: il Death Café è nato.

  5. Set 2011

    Il primo Death Café

    Jon tiene il primo Death Café nella cantina della sua casa a Hackney, Londra Est. Il modello si diffonde rapidamente in tutto il mondo, secondo il principio «parlare della morte» in modo libero, senza agenda e senza scopo di lucro.

  6. 2017

    Il movimento continua

    Jon muore improvvisamente il 27 giugno 2017, a 44 anni. Il movimento che ha fondato è oggi condotto dalla madre Susan Barsky Reid e dalla sorella Jools Barsky, e continua a crescere in tutto il mondo.

  7. Oggi

    Un movimento mondiale con radici svizzere

    Migliaia di Death Café si sono tenuti in decine di paesi. Solo in Svizzera, il sito internazionale deathcafe.com ne conta 38, e l’eredità dei Cafés mortels di Crettaz vive ancora nella Svizzera romanda.

«Far uscire la morte dal silenzio.»

Bernard Crettaz (1938–2022), Cafés mortels, 2010

02 / Che cos’è

Che cos’è un Death Café?

Un Death Café è un incontro informale in cui ci si ritrova, davanti a un tè, un caffè e qualcosa di buono, per parlare liberamente della morte, del morire… e della vita. Non è una conferenza, non è un gruppo terapeutico: è uno spazio sicuro e accogliente in cui condividere pensieri, domande, timori ed esperienze personali.

01

Gratuito

La partecipazione è gratuita: i Death Café non hanno scopo di lucro. Al massimo si chiede di consumare qualcosa per sostenere il locale che ospita.

02

Senza programma

Nessuna conferenza, nessun tema imposto: la conversazione nasce da chi partecipa, con le sue domande e le sue esperienze.

03

Uno spazio sicuro

Ascolto e rispetto reciproco, senza giudizio. Ciò che viene condiviso resta nel gruppo.

04

Non è una terapia

Non è un gruppo terapeutico né di supporto, e non sostituisce un accompagnamento professionale. Ma parlare fa bene.

05

Aconfessionale

Uno spazio neutro, aperto a tutti: ognuno porta la propria visione, la propria fede o spiritualità, senza dogmi.

06

Facilitato

Una persona facilitatrice, spesso un’End-of-Life Doula, accoglie il gruppo e sostiene la conversazione, senza guidarla.

Come funziona in pratica

01

I posti sono limitati

Per mantenere lo spazio intimo e rispettoso si chiede di solito l’iscrizione.

02

Circa 90 minuti

Un incontro dura circa un’ora e mezza.

03

Benvenuto e conversazione

Dopo un breve benvenuto si apre la conversazione libera tra i partecipanti, con il supporto della persona facilitatrice.

04

Ascoltare va benissimo

Non è richiesta alcuna esperienza precedente e non si deve parlare per forza: si può partecipare anche solo per ascoltare.

03 / In Svizzera

I Death Café in Svizzera

Il concetto è nato da uno svizzero, e in Svizzera continua a vivere. Dal Ticino a Zurigo alla Svizzera romanda, associazioni, facilitatori e strutture palliative propongono incontri regolari per parlare di morte e accompagnamento.

Svizzera italiana

Ticino Death Café

Propone incontri periodici, in presenza e online, per restituire alla morte uno spazio di parola e di ascolto, con il supporto di End-of-Life Doula.

Zurigo

Death Café Zürich

Attivo dal 2014, nato da un incontro al Cabaret Voltaire, oggi si ritrova regolarmente in spazi come Sphères. Nella regione di Zurigo è attivo anche il portale nazionale deathcafe.ch.

Svizzera romanda

L’eredità dei Cafés mortels

L’eredità di Bernard Crettaz vive nella regione Ginevra-Losanna: Cancer Support Switzerland e Palliative Genève ospitano regolarmente Death Café a Grand-Saconnex.

04 / Domande

Domande frequenti

Le domande che ci si pone più spesso prima di partecipare la prima volta.

01È un evento religioso?+
No. Il Death Café è uno spazio neutro, aperto a tutti. Ognuno può portare la propria visione, la propria fede o spiritualità, senza dogmi.
02Devo parlare per forza?+
No. Puoi anche solo ascoltare, se preferisci. Se c’è un argomento che ti tocca, potrai dirlo.
03È un gruppo terapeutico?+
No. Non è un gruppo di supporto né una terapia, e non sostituisce un accompagnamento professionale. È semplicemente uno spazio di conversazione libera.
04Quanto costa partecipare?+
Gli incontri sono gratuiti. Talvolta si chiede di consumare qualcosa per sostenere il locale che ospita.
05A chi è rivolto?+
A tutte le persone, di ogni età e sensibilità, che desiderano esplorare il tema della morte in modo aperto e non giudicante. Non è richiesta alcuna esperienza precedente.
06Cosa accade durante un incontro?+
Dopo un breve benvenuto, si apre la conversazione libera tra chi partecipa, con il supporto di una persona facilitatrice. La durata è di circa 90 minuti.

05 / Partecipa

Facciamo spazio
a ciò che conta

I posti sono limitati per mantenere uno spazio intimo e rispettoso. Trova l’incontro più vicino a te, oppure organizzane uno tu: il modello è aperto a chiunque lo condivida nello spirito originario.